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Indovinelli

Indovinelli – una collezione di indovinelli per la scuola d’infanzia e primaria. Leggete ai bambini lentamente, una frase alla volta, fermandovi dopo ogni frase per consentire ai bambini di tentare la risposta. A descrizione ultimata, più di uno sicuramente dovrebbe avere scoperto di cosa si tratta…

Trova un nome nella lingua italiana che comincia per “h”. (accademia)

Scende dalla nave prima di ogni marinaio e di ogni passeggero. (ancora)

Siamo tante e laboriose:
amorose
domandiamo un dolce dono,
con la madre ch’è regina,
al gentil piccolo cuore
d’ogni fiore.
Ed il nettare squisito, saporito,
ben più dolce a voi rendiamo.
Sai chi siamo? (api)

Volano, ma non sono aerei.
Hanno le ali, ma non sono uccelli.
Pungono, ma non sono spilli.
Hanno la regina, ma non il re.
Fanno colazione in un fiore.
Sono molto utili, ma non conviene stuzzicarle. (api)

Non son mela, non son pera, ho la forma di una sfera
il mio succo è nutriente, è una bibita eccellente
non procuro il mal di pancia, ho la buccia e son … l’arancia

Son modesto e laborioso,
son paziente ed operoso.
Ho gli orecchi lunghi assai.
Indovina dunque tu:
chi son io? Dimmelo, tu. (L’asino)

Nella foglia un filo d’oro
so trovar per mio lavoro
e mi tesso una casina
tutta seta, bianca e gialla,
senza porta o finestrina.
N’esco fuori poi farfalla
e deposito gli ovini.
Sei dottor se m’indovini. (baco da seta)

Sono duro, sono stretto,
o mio caro scolaretto,
ti fo fare penitenza.
Ma che vuoi? Con la pazienza
tante cose imparerai
qui seduto: non lo sai? (banco)

Sono grasso e paziente
non mi curo mai di niente
con l’aratro rompo il solco
son l’aiuto del bifolco (bue)

Se sai l’indovinello indovinare,
cervello hai fino e te ne puoi vantare.
Orologio ti sembro a prima vista,
chè di sfera e quadrante son provvista;
eppur l’ore che passano non segno,
nè pulsa un cuore dentro il mio congegno.
Ad alte imprese, a portentose gare,
io guido l’uomo per l’immenso mare;
con arcana virtù che in seno io porto,
la via gli addito e lo conduco in porto. (La bussola, di T. Gallori)

Se c’è non si vede e se si vede non c’è (il buio)

Tutti e due stanno sul capo
e son due originali:
sembran proprio tali e quali.
Ma se un p aggiungi a uno
ch’è di sotto, tosto all’opra
lo vedrai passar di sopra. (Capello e cappello)

Siamo lisci oppur ricciuti,
siamo d’oro, rossi o neri;
ci leviam sopra i pensieri
e col tempo siam canuti. (I capelli)

C’è un bosco d’alberelli che è tutto da tagliar
nè scure nè coltelli si posso adoprar (i capelli)

Qual è quell’animale che vorrebbe fare il postino?
(Il canguro con la sua borsa.)

Sono il ritratto del mondo;
tuttavia il mio  mare
non ebbe mai acqua
e i miei campi
non hanno messi;
non ho casa e ho grandi città.
Io riduco ad un punto
mille opere diverse:
non ho quasi nulla
e sono l’universo. (cartina geografica)

Viene già dalla montagna
questa buona morettina:
la sua bella testolina
era come un riccio d’oro.
Ma discesa dai suoi monti
fra di noi, quell’imprudente,
fu veduta dalla gente
che la volle cucinar… castagna

Alto il padre, aspra la madre,
nero il figlio, bianco il nipote.
Il padre di legno, la madre di spina…
ma la nipote, che dolce farina!  (la castagna)

Son piccina, rotondetta,
son dolcina, son moretta,
son di razza montanina,
dell’autunno sono regina,
son dei bimbi la cuccagna,
e mi chiamano castagna

I miei frutti il riccio chiude,
il mio tronco ha scorza rude,
i miei rami son possenti,
le mie foglie son lucenti… castagno

La mia casa sta riposta,
del gran fiume sulla riva,
e l’entrata è ben nascosta,
sotto l’acqua di una diga,
che da solo ho costruito
con sapiente e buon lavoro.
Bimbo penso avrai capito,
che si parla del … castoro.

Casina stretta casina storta,
non ha finestre ma solo una porta
casina storta casina stretta,
ha tanti piani e nessuna scaletta (chiocciola)

Qual è quella cosa che ha la testa sotto le scarpe? (il chiodo)

continua nelle pagine seguenti (segui i numeri delle pagine):