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Commedia dell’arte – recite con le maschere tradizionali italiane

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Commedia dell’arte – recite con le maschere tradizionali italiane. Questi brevi dialoghi, pensati per le recite scolastiche, sono anche degli ottimi strumenti per esercitare la lettura in modo divertente. Facendo in modo che ogni bambino legga solo la voce di un personaggio, si stimolano tutti i bambini a seguire il testo mentre legge il compagno, e si migliora nella lettura a voce alta la capacità di cogliere l’intonazione e l’espressività data dai segni di interpunzione e dal contenuto del testo stesso. E’ inoltre una bella attività per viaggiare tra le Regioni italiane attraverso le maschere della Commedia dell’Arte.

Ho raccolto tutti i copioni in formato ebook, questo: https://www.teacherspayteachers.com/

 


Questi sono i dialoghi 

Commedia dell’arte – Scherzo di Carnevale

La scenetta si svolge su una piazza da fiera tra Brighella, venditore di cialde, e Arlecchino.

Brighella: (davanti al banco delle cialde) Da Brighella, orsù venite; e le cialde sue sentite, fatte al gusto bergamasco, da condir con un buon fiasco!

Arlecchino: Anche tu alla bancarella, e che vendi, buon Brighella?

Brighella: cialde, cialde ancor fumanti, ma per te saran pesanti (tra sè) Ci scommetto che Arlecchino non ha il becco di un quattrino!

Arlecchino: belle, invero!… (tra sè) Che disdetta rimaner sempre in bolletta!

Brighella: Bella gente; cialde uguali, fan passare tutti i mali; e la spesa e ben meschina: cento lire una dozzina! E, su dodici, ecco qua: una in dono se ne avrà!

Arlecchino: (tra sè) Una in dono? O intesi male? Che pensata originale!

Brighella: Arlecchino, vuoi comprare? Vieni avanti, è un buon affare!

Arlecchino: Dimmi ancor… dodici cialde…

Brighella: cento lire… calde calde!

Arlecchino: E una cialda… hai detto tu…

Brighella: La regalo in sovrappiù!

Arlecchino: (servendosi di una cialda ed allontanandosi in fretta) Allor senti, buon Brighella, per intanto prendo quella e, per le altre a pagamento, tornerò un altro momento! (mangia la cialda fra le risa del pubblico)

Brighella: il furfante m’ha giocato… Ah, il citrullo che son stato!


Bugie

Brighella: avevo lasciato sul tavolo un bel pezzo di torrone. E’ sparito! Ehi, Arlecchino. Ma che guancia gonfia! Che ti succede?

Arlecchino: un terribile mal di denti. Ahi! Ahi!

Brighella: un momento fa stavi bene, però…

Arlecchino: improvvisamente ho sentito un gran male e il dente si è gonfiato!

Brighella: il dente? Vorrai dire la guancia

Arlecchino: Sì, la guancia destra

Brighella: ma non è la sinistra? A proposito: c’era qui un pezzo di torrone avvelenato per i topi…

Arlecchino: Avvelenato? (sputa il torrone) Aiutooooo!


 

Commedia dell’arte – L’imbroglione bastonato

Scena 1 Una stanza in casa di Brighella. Sulle pareti di fondo la porta d’ingresso. La stanza è arredata con poche seggiole spagliate e un tavolino zoppicante. All’aprirsi del sipario, Brighella è in scena, seduto in terra, intento a rattopparsi le scarpe. Si ode bussare all’uscio.

Colombina: E’ permesso? (entra appoggiandosi ad un grosso ombrello)

Brighella: (alzandosi) avanti, avanti. Che cosa comanda?

Colombina: sta qui di casa un certo Arlecchino?

Brighella: sì, abita qui; ma in questo momento non c’è

Colombina: va bene, l’aspetterò. (si siede)

Brighella: Madamigella, il mio amico Arlecchino è uscito per un affare di premura; non so quando tornerà. C’è il caso che rientri molto tardi

Colombina: non importa. L’aspetterò lo stesso. (Si accomoda meglio sulla seggiola che scricchiola)

Brighella: Se intanto vuole dire a me di che cosa si tratta…

Colombina: Non vi prendete pena, brav’uomo. Quello che ho da dire, lo dirò al signor Arlecchino in persona quando si degnerà di tornare. Devo dirgli due paroline… (accompagna le ultime parole con un gesto minaccioso dell’ombrello).

Scena 2

Pulcinella: si può? (entra appoggiandosi ad un grosso bastone)

Brighella: Avanti… oh, caro Pulcinella, qual buon vento ti porta?

Pulcinella: (minaccioso) vento di bufera, caro Brighella

Brighella: che dici? Non comprendo…

Pulcinella: Mi capisco da me… C’è quella buona lana di Arlecchino?

Brighella: Sì, non vedo l’ora di vederlo (alza l’ombrello in maniera minacciosa)

Pulcinella: capisco. Ed io non vedo l’ora di suonarlo! (agita il grosso bastone)

Scena 3

(si odono per le scale i passi di Arlecchino che sale cantando):

Arlecchino: Fior di mortadella! Voglio mangiare e bere un anno intero, in barba a Colombina e Pulcinella…

(Colombina e Pulcinella balzano in piedi e si mettono ai lati della porta: appena Arlecchino entra, lo prendono a ombrellate e a bastonate cantando):

Colombina e Pulcinella: Fior di imbroglione! Va’ a lavorar invece di rubare! E balla intanto al suono del bastone!

continua nelle pagine seguenti (segui i numeri delle pagine):