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Poesie e filastrocche sul Natale

Poesie e filastrocche sul Natale – una raccolta di poesie e filastrocche di autori vari sul Natale, per la scuola d’infanzia e primaria.

Invito al presepio
Venne un angelo al mio cuore,
al mio cuore di bambino.
Disse: mettiti in cammino,
troverai il tuo signore,
più radioso di una fiamma,
sui ginocchi della mamma.”
Nella notte santa e bella
camminai dietro i pastori
camminai dietro la stella
coi miei piccoli dolori,
e ad ogni passo mi sentivo
più leggero e più giulivo.
Giunsi infine ad una grotta,
(come povera di tutto!)
dalla porta vecchia e rotta
la Madonna col suo putto
vidi, e l’angelo e il pastore
adorare il mio signore;
e tre re soavi e buoni
giunti là chissà da dove;
ed un asino ed un bove
silenziosi testimoni
che l’avevano scaldato
con la nuvola del fiato.
Adorai il bimbo, e poi
lo pregai di farmi buono
e gli chiesi qualche dono
qualche dono anche per voi.   (R. Pezzani)

Il presepe
Vi sono monti scoscesi, nudi ed erti
e un ciel di carta azzurra a punti d’oro,
vi son le snelle palme dei deserti,
tra la neve coi pini e con l’alloro.
C’è un bel prato di muschio verdolino,
tante casette sparse qua e là
un ponticello ed un laghetto alpino
proprio d’un monte sulla sommità.
E vi sono pastori e pastorelle
che vanno con gli armenti in compagnia.
un elefante e tante pecorelle
verso la capannuccia del messia.
E la santa capanna è illuminata
sol da una stella che vi splende su…
oh, quanta gente intorno inginocchiata
anche i re magi, ai piedi di Gesù!
Ed il Gesù piccino sorridendo,
stende le braccia a tutti quei fedeli,
angeli e cherubini van scendendo
sopra quel tetto dagli aperti cieli.
(E. Morini Ferrari)

L’asinello di Gesù
L’asinello lascia il pasto
e la schiena sotto il basto
va per strade senza siepe
e vuol giungere al presepe.
Son passati i pastorelli
con le lane, con gli agnelli,
c’è un fiorire per le fratte,
le fontane danno latte
e tra i pruni zuccherini
è un vagar di cherubini.
Lui, ch’è irsuto, bigio, brutto,
non ha un dono per il putto:
ma riscalderà col fiato
il signore del creato.  (L. Carpanini)

Presepio
E’ una notte fredda e serena
con in mezzo la luna piena;
poi la luce di fa più bella
per l’accendersi di una stella;
e quando gli angeli scendono a volo
in terra nasce il divino figliolo.
Ora è Natale e nella capanna
c’è un dolce bimbo con la sua mamma
mentre il padre dal volto sereno
la mangiatoia riempie di fieno.
C’è tanto freddo e tanto gelo
e per coprirlo non c’è un velo.
Ma l’asino e il bue messisi a lato
lo riscaldano col fiato. (G. Rossi)

E’ nato
Dite se avete mai visto
un fatolino più bello
con qui colori di pomo.
E’ vispo come un uccello.
Ha tutto il cielo negli occhi,
tutte le grazie sono sue.
E’ nato re in una grotta,
tra un asinello ed un bue.  (R. Pezzani)

Notte santa
Scintillano le stelle,
fiaccolette d’argento,
e illuminano a festa
l’azzurro firmamento,
mentre a migliaia, in terra,
spandono le campane
ad invitar le genti
mistiche note arcane.
Laggiù, nella chiesetta,
brillano come gemme
i ceri sacri, accesi
al bimbo di Betlemme.
Ed al presepio santo
c’invita il redentore:
qui la preghiera sale
dal cuore come un fiore. (R. Tosi)

E’ nato, alleluia alleluia
è nato il sovrano bambino
la notte che già fu sì buia
risplende di un astro divino
orsù cornamuse, più gaie
sonate, squillate campane
venite pastori e massaie
oh genti vicine e lontane
per quattro mill’anni s’attese
quest’ora su tutte le ore
è nato, è nato il Signore
è nato nel nostro paese
la notte che già fu sì buia
risplende di un astro divino
è nato il sovrano bambino
è nato, alleluia alleluia. (G. Gozzano)

continua nelle pagine seguenti (segui i numeri delle pagine):