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Poesie e filastrocche – I frutti dell’autunno

Poesie e filastrocche – Una raccolta di poesie e filastrocche per bambini del nido, della scuola d’infanzia e della scuola primaria sul tema “I frutti dell’autunno”, di autori vari.

La filastrocca delle frutta
Gira, gira, s’arrivasse
nel paese delle frutta
che, si dice, ha una stagione!
E ci fosse proprio tutta,
pera, fragola, popone,
quella bella frutta sana,
melarancia, melagrana,
quella bella frutta fina,
l’albicocca, la susina,
quella bella frutta aspretta,
uva spina, nespoletta,
giuggioletta di montagna;
e il marrone, e la castagna;
e, tra i pampini a corona,
l’uva buona!
E ci fosser le nocciole
e le mele lazzerole
con le noci tutte quante
tutte insieme sulle piante,
tutte insieme nel corbello;
ce ne fossero mai tante
da giocarci a rimbalzello,
da poterne regalare,
da poterne dare a tutti
da poterne (che allegria!)
far razzia!                                      (Térésah)

Filastrocca
Il castagno ha lavorato:
tanti frutti ci ha donato
or col canto più giocondo
intrecciamo il girotondo.
Il castagno s’addormenta
e la luna lo inargenta,
si addormenta a poco a poco
mentre stiamo accanto al fuoco.
C’è un paiolo che borbotta:
“Non è cotta, non è cotta!”
mentre stiamo ad aspettare,
su corriamo a lavorare!
Ravviviamo un po’ la fiamma
aiutiamo un po’ la mamma
riordiniamo la cucina:
verrà poi la merendina.
Merendina di castagne;
dolci, piccole compagne
il castagno ce le ha date
non le abbiamo guadagnate! (L. Nason)

Vendemmia
Con un secchio ed un cestello,
con le forbici o il coltello,
donne ed uomini, da ieri,
tutti allegri e faccendieri
colgon l’uva zuccherina
e la portano in cantina.
La vendemmia è un gran lavoro!
Nella vigna era un tesoro
di bei grappoli dorati.
Or li han colti e li han pigiati;
ed il mosto, in un gran tino,
già fermenta e si fa vino.         (F. Socciarelli)

Il castagno
Sotto il castagno, durante l’estate,
fu una festa di bimbi e d’allegria;
che dolci ombre egli diede alle chiassate
della garrula e vispa compagnia!
Or solitario, al gran cielo velato,
nel deserto squallor delle campagne
s’alza quel nudo tronco desolato.
E i bimbi? … I bimbi mangian le castagne. (L. Schwarz)

Si vendemmia
Lieta festa di bei colori:
pampini, grappoli maturi,
grappoli biondi, grappoli scuri…
Su cantate, vendemmiatori.
Colmo il canestro, colma la gerla
e il tralcio è ricco di frutti ancora:
brilla ogni chicco che il sole sfiora
come il rubino, come la perla.
Bigoncia colma, colmo il cestello:
vendemmiatrici, uno stornello. (D. Rebucci)

Il pesco e la vite
Diceva un pesco altero
all’uva: “Oh, sciagurata,
tu finirai calcata!”
Gli fu risposto: “E’ vero;
ma, all’uom che mi calpesta,
fo’ poi girar la testa. (Luigi Carrer)

Nella vigna
Sono là cinque operaie
che vendemmian tutte gaie;
metton l’uva nei cestelli
mentre cantano stornelli.
Hanno il dolce, nella bocca,
della man che l’uva tocca;
sono allegre, chiacchierine
come fossero bambine.
E la vigna? Dietro a loro
ha perduto il suo tesoro;
tutta l’uva va nel tino
e tra giorni sarà vino.
Ah, che brutto cambiamento!
E’ finito il godimento
degli uccelli e dei ragazzi
che per l’uva vanno pazzi.
Poi comincia la cuccagna,
in città come in campagna
(che col cuor mi si perdoni)
degl’ingordi ubriaconi. (F. Socciarelli)

Le castagne
Le castagne, sgusciate
fuori dagli acuti ricci,
son dagli alberi arsicci
quasi tutte cascate.
Son cascate di quando
in quando al suolo nero
con un tonfo leggero,
con un murmure blando;
son tornate monde
alla lor terra bruna
e liete, perchè ognuna
il suo bene nasconde.
Ognuna sa che un giorno
sarà, per una cena,
quello che è il pane, appena
vien levato dal forno,
e mammine e figlioli
sogna affamati e chini,
ed ombre di camini
e fumo di paioli. (M. Moretti)

Vendemmia
Grappoli neri, grappoli bianchi,
mai siamo stanchi di vendemmiar.
La vite è spoglia del suo bel frutto,
ci ha dato tutto. Può riposar.
Ora in cantina l’uva gorgoglia
ribolle e ha voglia di scappar fuor.
Ma qui nel tino deve restare,
per diventare rosso liquor. (da un canto toscano)

Vendemmia
Quando in ciel l’autunno appare,
sul finire dell’estate,
nelle vigne soleggiate
si comincia a vendemmiare.
D’uve bianche e d’uve nere,
quanti grappoli succosi,
dei bei chicchi saporosi
si fan colme le paniere.
Pigia, pigia… col pigiare
sono i chicchi ben schiacciati;
dentro i tini preparati
sta già il mosto a fermentare.
Poi quel mosto spumeggiante
che sobbolle dentro il tino
sarà presto nuovo vino
sano, fervido, fragrante.
E’ una festa, un’allegria,
sotto i pampini il lavoro.
Sparge il sole un velo d’oro
sull’ottobre che va via. (A. Mazzeo)

Castagne
E’ bella la castagna
è liscia e ben vestita;
è frutto di montagna,
è dolce e saporita.
Se vien dalla padella
col nome di bruciata
la castagnetta bella
è subito sbucciata.
Se vien dalla pignatta
col nome di bollotta
per tutti i denti è fatta
perchè morbida e cotta.
Se vien dal seccatoio
si serba per l’annata;
e con piacer l’ingoio
che sembra zuccherata.
Insomma in cento modi
si mangia la castagna.
Cantiamo pur le lodi
del frutto di montagna. (C. Callegari)

Le castagne
San Francesco, poverello,
vi ha prestato i bei colori
del suo logoro mantello
e cadete nel cestello
con un salto menestrello.
Son di spino i vostri cuori,
ma la brace che allegria
e che dolce compagnia,
quando strepita l’inverno!
Grassottelle, rilucenti,
salutate le sementi
ed il monte imbacuccato
nel lenzuolo di bucato. (I. Dell’Era)

Vendemmia

Nei campi è tutto un bagliore
di grappoli d’oro, di falci,
tutto un gioire di tralci,
che ostentano qualche rossore.
Nei campi è tutta una festa
di luci, di ombre, di canti;
ridon gli sguardi esultanti
per tanta messe rubesta.
S’alzan gli accenti sonori
delle più gaie canzoni
dai verdi rossi festoni
e dagli intrepidi cuori.
E s’ode insieme una schiera
di donne canterellare
nel cielo sereno, che pare
un cielo di primavera. (M. Moretti)

Si vendemmia

Di tratto in tratto soffia,
arrampicato ai rami,
come un monello, l’autunno biondo.
E dai platani scrolla,
di foglie secche una riddante folla,
che sotto ai piedi geme in brevi grida.
E si confonde il gorgoglio del tino
al solerte ronzio
delle avide api in coro
che ai grappoli s’attaccano
come fermagli d’oro.
Batte sul cavo della man la pipa
un vecchietto e sorride.
I tondi acini a terra sparsi a mille,
a mille, han tremuli riflessi bianchi
quali ridenti vivide pupille. (D. Venzo)

L’uva e il vino

Diceva un giorno il pero
all’uva: “Oh, disgraziata,
tu morirai schiacciata!”
L’uva rispose: “E’ vero;
ma all’uom che mi calpesta
fo’ poi girar la testa”. (L. Carrier)

Tempo d’uva

Tempo d’uva, miracolo di dio!
la terra si spoglia tutta,
la casa odora di frutta,
il cielo piange di addio.
Alla prima pioggia si è più soli,
il muro s’insanguina di rampicanti,
sui giorni dorati come santi
la rondine scrive gli ultimi voli. (R. Pezzani)

Le pannocchie

Or che il granoturco fu raccolto, a gara
le massaie hanno appeso in molte file,
alle rozze verande le pannocchie.
Splendono le pannocchie sui graticci
di legno, gialle, d’un bel giallo ardente,
ch’è quasi rosso, fitte di rotondi
chicchi, liete allo sguardo e liete al cuore.
Splendono le pannocchie al sol d’autunno,
tutte certezza; ed ai fanciulli parlano
della polenta che la madre al fuoco
nel paiolo rimesta, e d’un sol colpo
sul tagliere rovescia e, nel buon fumo
ravvolta, suddivide in tante fette,
quante le bocche. Giunto poi che sia
gennaio con la sizza, come frusta
che scocchi sulla pelle, e con la neve
alta fino ai polpacci, oh, benedetta
la polenta che scalda mani, gola
e sangue, mentre sugli alari avvampano
secchi rami di pino intorno al ceppo,
e dalle travi del soffitto in strane
ombre discende, adagio adagio, il sonno. (Ada Negri)

Le caldarroste
Il buon odore delle caldarroste,
quando ritorno a casa dalla scuola,
si diffonde nell’aria e mi ristora.
C’è una vecchina con lo scialle viola
che mi sorride mentre le rivolta
sulla padella arroventata… Buone
son le castagne! E scaldano le dita.
Si aspetta un poco prima di mangiarle;
è tanto carezzevole il tepore
che si tiene con gioia fra le mani! (G. Serafini)

Poesie e filastrocche – I frutti dell’autunno. Tutte le opere contenute in questa raccolta restano di proprietà dei rispettivi autori o degli aventi diritto. Il proprietario di questo blog non intende in alcun modo violare il copyright o farle passare come proprie opere. La pubblicazione ha scopo unicamente didattico e non verrà effettuata nessuna operazione di vendita o di tipo editoriale.


 

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